Semi di Lampedusa: dammi la mano

Siena, 23 aprile 2018. In data odierna, nell’Aula Magna del complesso universitario di Pian de Mantellini, si è tenuto un incontro sul tema migrazioni. L’iniziativa nasce con l’obbiettivo di sensibilizzare tutti i partecipanti, dagli alunni ai professori, e valorizzare il lavoro sviluppato su questo tema, a partire dallo scorso anno scolastico. A dare importanza all’incontro ha contribuito inoltre una locandina realizzata proprio per l’occasione da Clara Civitelli, una studentessa della classe 5BL.

Tutto è iniziato con l’introduzione della professoressa Grazia Rossi, la quale ha avuto cura di occuparsi del progetto “l’Europa inizia a Lampedusa”, fino all’organizzazione di questo incontro. 

Sono poi intervenute tre delle quattro alunne che ad ottobre 2017 hanno avuto l’opportunità di andare a Lampedusa e fare esperienza diretta sul luogo del naufragio del 3 ottobre 2013. Ci hanno raccontato ciò che hanno vissuto in quei tre giorni per mezzo di un video che loro stesse hanno realizzato e che è stato introdotto dalle parole di Clelia Venturi, una delle ragazze. Attraverso le immagini e la musica di Sandro Joyeux, giovane cantautore di questa realtà, che ha fatto da colonna sonora a quei momenti passati sull’isola, il loro messaggio è passato forte e chiaro a tutti noi, facendoci sentire parte di quello stesso viaggio.

Successivamente ha preso parola il Capitano di Fregata Gianluca D’Agostino della Guardia Costiera italiana, il quale, da tre anni, si trova in prima linea a soccorrere i naufraghi nel Mar Mediterraneo. Anche lui si è presentato con un breve video, mostrandoci una sua giornata tipo. Ha voluto poi condividere con noi ciò che si prova a vivere quando si è costretti ad affrontare quotidianamente situazioni così forti. Ciò che ha detto ci ha colpito in modo particolare perché ci è sembrato vero e sincero. È stato capace di trasmetterci tanto l’impagabile felicità di riuscire a prendere quelle mani che si tendono in cerca di salvezza, quanto l’immenso vuoto che si prova quando invece questo non è possibile.

L’incontro è proseguito con l’intervento del gruppo Cantastoria, che ci ha guidato in un viaggio musicale nella storia dell’emigrazione che più ci ha riguardato in prima persona: quella italiana. Dalla seconda metà dell’ottocento fino al secondo dopoguerra infatti siamo stati i primi a dover lasciare la nostra patria, nella speranza in un futuro migliore: per questo motivo dovremmo essere i primi a capire cosa possa significare doversi lasciare tutto alle spalle senza sapere come andrà a finire.

Purtroppo però non è sempre così: troppi sono quelli che pensano ancora che i confini siano più importanti delle persone. Nonostante questo, la speranza che ciò possa cambiare rimane: noi, nel nostro piccolo, ci crediamo ancora. Per questo motivo le ragazze della 5BL ci tengono molto a rendere tutti consapevoli della realtà che ci circonda e a sottolineare l’importanza dell’accoglienza del prossimo, perché oggi sono loro ad avere bisogno, ieri lo eravamo noi. Siamo noi, sempre gli stessi, tutti uguali, tutti umani, che si venga o che si vada. E citando il Capitano, se una persona, invece di pensare a proteggere i confini pensasse invece a proteggere le persone, si renderebbe sicuramente conto di che cosa sia veramente importante.

Adele Betti e Gaia Cavaglioni

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