L’enfermement: de la littérature à la réalité di Matilde e Claudia

Molte persone potrebbero dire di no, anche considerando il fatto che alcuni dei detenuti non usciranno mai e non potranno mai integrarsi nuovamente nella società. I carcerati stessi hanno invece spiegato chiaramente, in una lettera, l’importanza della scuola, che li aiuta a conoscere loro stessi e a tenere la mente attiva, il loro spirito vivo. 

L’incontro si è sviluppato attraverso il racconto delle esperienze dirette delle tre professoresse. Tra di loro c’è stata chi ha dovuto affrontare difficoltà iniziali legate alla durezza del contesto in cui si stava immergendo, chi per superarle si è imposta di non indagare nel passato dei carcerati e chi ha pensato solo di scovare i migliori modi perché questi ‘allievi particolari’ fossero stimolati a dare il meglio di sé.

Arrivato il momento delle riflessioni personali, è venuto spontaneo un paragone tra la nostra attuale condizione di "segregati in casa" e quella dei carcerati, mentre c’è stato chi, particolarmente toccato dalla recente esperienza, si è chiesto come sarà stato per loro dover affrontare le stesse problematiche che hanno costretto milioni di studenti alla Dad.

L’incontro è stato davvero molto interessante per gli studenti, che sono stati coinvolti emotivamente e hanno potuto cogliere e apprezzare la dedizione che le professoresse hanno messo e mettono nel loro lavoro.

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La foto è presa dal blog ufficiale della scuola, ideato dalla prof.ssa Staiano e sviluppato dalla prof.ssa Penna, dove vengono continuamente pubblicati elaborati, foto e articoli degli studenti.

 

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