Un "abbraccio", Giada.

thumb abbraccioIl contatto fisico, è la cosa che mi manca di più in questo lungo periodo, non poter più abbracciare gli amici, i propri cari, è la cosa che mi fa soffrire di più in questo duro momento di pandemia. L'abbraccio è la nostra prima forma di comunicazione, ci sostiene nei momenti di paura e ci emoziona nei momenti di passione.

Per colpa di questa pandemia, ho capito veramente quanto è importante potersi stringere, toccare, sfiorare senza avere paura di prendere il virus, senza doversi prima igienizzare le mani, senza mascherine che a volte ti tolgono il fiato.Il contatto fisico manca a tutti, soprattutto a noi giovani, potersi abbracciare per la troppa gioia e per consolarci nei momenti più brutti, potersi scambiare la bottiglia d’acqua, una penna, adesso fa tutto strano, ti senti dentro ad una bolla, non ti puoi avvicinare a nessuno, hai paura anche a sfiorare gli altri; è saltata un'abitudine che prima davi per scontata.

A scuola siamo tutti distanti e non poter neanche toccarci, dare una pacca sulla spalla mi fa sentire una persona distante da tutto, proprio dentro ad una bolla. 

Il contatto fisico è sempre stato importante per me anche in famiglia. Non poter abbracciare i miei nonni mi leva il fiato, non poterli più stringere e non potergli stare accanto per paura di contagiarli. Mi sto chiedendo sempre più spesso perché tutto è capitato proprio adesso nel momento della nostra conquistata libertà di adolescenti.

Ricorriamo alle videochiamate per colmare la mancanza, le persone stanno lavorando da casa, la scuola la stiamo facendo a distanza, ci stanno togliendo il nostro amato contatto fisico, anche se questo è necessario per tutelare la nostra salute e quella degli altri.

I mezzi di trasporto prima erano affollati, stavamo uno sopra all’altro pigiati e al caldo soffocante, una curva ed era subito ammucchiata, e ora ti fa strano se ti sfiori con una persona. Non avrei mai pensato di sentire la mancanza del pollicino affollato. Mi manca poter viaggiare e andare a salutare un amico che sta dall’altra parte non del mondo ma anche solo del Comune  e stringerlo tra le braccia.

Mi manca lo sport, battere il cinque con le mie compagne e consolarmi con il mio allenatore perché non mi riesce un esercizio.

Non vedo l’ora di poter tornare alla normalità, di levare una volta per tutte le mascherine che ormai sono entrare a far parte della nostra vita e che nascondono in parte la nostra identità, quando tutto questo finirà abbracciate più che potete, abbracciate, ci voleva una pandemia per comprendere tutta la straordinaria importanza di un semplice abbraccio.

Un "abbraccio", Giada.

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